Recensioni

5.9

Al suo esordio solista dopo anni di gavetta, Federica Di Marcello in arte Marlò ci regala un disco garbato e mai sopra le righe, dove tutto sembra essere al posto giusto: da una produzione (affidata a Francesco Fugazza) accorta e ben calibrata, attenta a smussare ogni possibile asperità, ad arrangiamenti lineari e funzionali adagiati su canzoni figlie della tradizione pop-jazz italiana quanto della nostrana scuola cantautorale. Il tutto ad accompagnare una vocalità piacevole e cristallina che in qualche caso sembra quasi ricordare una Cristina Donà prestata alla melodia suadente e meno obliqua, in altri una Susanne Sundfør meno sperimentale.

Buoni spunti nei testi, pur senza mai osare realmente né nella forma, né nei temi trattati, e pure a livello compositivo si viaggia su soluzioni piacevoli (L’ultima notte sulla Terra), spesso confinate in un mood acustico elegante ma forse un po’ prevedibile. Un disco, questo Intro, che non presenta passi falsi ma nemmeno sussulti, in bilico tra una certa ricercatezza e una eccessiva linearità sonora che ne fanno un lavoro quasi sospeso, minimale e forse indeciso sulla strada da intraprendere.

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