Recensioni

Questa del cesenate Mark Zonda è una raccolta di
canzoni contenute nei suoi demo ed ep precedenti (si va dal 1999 al
2007) che ci fa tuffare la testa in una vasca da bagno piena d’acqua
calda. Da sotto si sentono melenso pop anni ottanta, melodie
appiccicosissime, voci stonate ed elementari ritmi digitali. È
divertente, completamente estraniante, sembra di aver ricevuto dei
colpi in testa: puro sfasamento mentale. Tolta l’acqua e la vasca
rimane del low-fi pop autistico, una dolciastra psichedelia
organistico-tastierosa che arriva a toglierti i sentimenti ed una voce
mai veramente al suo posto che si inerpica sulle melodie che da piccoli
amavamo ascoltare sull’autoradio dello zio. Se non vi infastidisce ma
anzi amate il lato più imbarazzante dei Flaming Lips,
del John Frusciante più drogato o anche Luca Carboni e soprattutto non
riuscite più a vivere senza la “musica” di Ariel Pink, dovete concedere
un ascolto a questa raccolta di demo. Io per ora la metto da parte, tra
le cose che riascolterò volentieri.
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