Recensioni
Autentiche sculture sonore quelle del progetto audio e video Attack On Silence di Mark fell.Il suo lavoro mette in gioco esperienze percettive attive ardite, grazie a geometrie spazieli e di frequenza che arrivano a tracciare alienate simbiosi.
Un vero e proprio quadro digitale dal tratto dichiaratamente minimale, che a differenza del Royoji Ikeda di Formula fa a meno dei ritmati registri, ma non del colore limitato comunque a un determinato monocromo su sfondo nero.
Tre capitoli nettamente differenti, dalle repentine ascese e discese della prima traccia che prende vita nei caleidoscopici accostamenti in fasce orizzontali, alle geometrie in 8×8 pixel dei successivi sedici minuti.Una sorta di configurazione incrementale di una multiviewer per segnali in 16:9 alla cui base stanno le sfumature e le tonalità (del grigio,del blu o del verde) mentre alle estremità le intermittenze sono realizzate con accostamenti cromatici puntuali e atonali.
Decisamente intrigante la sospensione che permea l’ascolto dei trentanove minuti della terza e ultima sezione, una sorta di banda orizzontale suddivisa in sezioni verticali di colori vibranti e sanguigni.Tangibile in questo caso la fonte sonora che abbandona la gerarchia per sottoporsi alla diffusione, al contrasto e infine al repentino mutamento.
Per tutta la durata di Attack On Silence lo schermo appare ibridato e l’immagine statica ma la matrice pulsante:un’esperienza sonora e cognitiva di notevole impatto o una sorta di consapevole e profondo passaggio iniziatico.Da avere!
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