Recensioni

Il fumo dai comignoli all’orizzonte. Fredda notte boschiva. Devi farne
di strada bimbo e già ne hai fatta parecchia. Altroché. Quel che ci
vorrebbe adesso è una casa, un camino, degli amici, l’amaro Averna.
Carezze di chitarra acustica folk, senza prewar, solo folk acustico,
quello tra ‘60 e ’70. Poche note, tanto silenzio intorno. Punta delle
dita, una mano calda quando sei solo e intirizzito dal freddo che fa.
Echi e rintocchi in lontananza ad allargare il panorama, secca batteria
a scandire il tempo. E prenditelo ‘sto tempo, mettiti a sedere un
attimo, comodo, chiudi gli occhi e goditi la magia di questi cinque
ragazzi, i Margareth, da Venezia-Treviso.
Un’armonica, una tromba rotonda, una voce educata a stendere larghe e
consolanti melodie. Quando un mini di quattro canzoni (perché chiamarlo
demo mi fa un certo che) è bello, è bello. Quando è realizzato bene,
registrato con cura e scorre che è un piacere ancora e ancora c’è poco
altro da aggiungere. Per la cronaca se a qualcuno interessasse a me
hanno ricordato certe acusticherie Radiohead, i Sophia meno disperati e
perché no, qualche melodia di tutte quelle band emo-acustiche che
andavano tempo fa oltreoceano. Basta. Bravi
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