Recensioni

7.2

A ben vedere è un percorso evolutivo quello dei Man Man: dopo gli esordi pazzoidi pesantemente influenzati dai fantasmi di Zappa e Captain Beefheart, la band di Honus Honus si è mossa verso delle forme weird gipsy pop sempre più controllate e compiute che trovano punto di arrivo in questo Life Fantastic.

Quarto episodio della saga, Life Fantastic è il disco più commerciale che abbiano dato alla luce sino ad oggi. Per la prima volta i nostri sembrano concedere qualcosa al mercato e alle mode del momento con atmosfere un po' sixties un po' tropical (Piranhas club su tutte), sdoganano una certa orecchiabilità pop (Life Fantastic), e rivelano anche un lato più intimista in brani come Steak knives e Oh, la brea. Tutto ciò comunque, non va a scapito della qualità generale delle canzoni.

I Man Man – ed è forse questa la vera conferma che arriva dal disco – hanno uno stile sempre fedele a sé stesso: c'è la coreografia gipsy, il cappello di Tom Waits sotto cui rifugiarsi, un'estetica spiritualmente vicina ai lavori di Vert. Forse manca un po' l'effetto sorpresa che aveva suscitato il precedente Rabbits Habits, un vero sussulto nello scorrere degli 11 brani, ma alla resa dei conti rimane la sensazione di una band ancora in ottima forma, che senza faticare porta a casa un lavoro suggestivo e di spessore. Bravi.

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