Recensioni

Per permettersi di avere nella propria formazione uno come Aaron Turner e utilizzarlo solo come braccio suonante, e non anche come mente pensante, si deve avere un qualcosa. Essere la di lui compagna è certo già una qualità che avvantaggia, ma se poi hai pure del talento la cosa si fa ancora più facile. I Mamiffer, infatti, pur avendo nell'ex Isis il loro nome grosso, sono assolutamente figli delle idee e delle sonorità di Faith Coloccia (la consorte di Turner appunto).
Mare Decendrii è un lavoro fatto tutto di atmosfere puntellate con tocchi di piano e sintetizzatori, una lunga esperienza cinematica di elettricità impalpabile e glaciale. Le cinque tracce del disco si presentano tramite una struttura assente che risente più dell'umore che di un qualcosa di pensato. Si passa, infatti, dall'immobilità di As Freedom Rings, per le invocazioni di un muezzin in un deserto di ghiaccio di We Speak In The Dark, fino alla marzialità di Iron Water come se si fosse trasportati da onde di risacca alla deriva in un mare in piena bonaccia.
I Mamiffer hanno voluto fare le cose in grande, e proprio in questo fare le cose in grande stanno i difetti e i pregi dell'album. Difetti là dove si allungano i tempi a dismisura (vedi i 20 minuti di We Speak In The Dark) fino a lasciare la sensazione di un leggero eccesso di pretenziosità. Pregi, indubbi, perché c'è una qualità compositiva e un'ispirazione che vengono meno solo dove il peso mastodontico delle composizioni prende il sopravvento. Un lavoro del tutto inadatto a questo periodo dell'anno a meno che abbiate una qualche forma di odio viscerale per il sole e le atmosfere calde. Tenetelo in serbo per il prossimo inverno.
Amazon
