Recensioni

Il numero 28 ottenuto in Inghilterra nel maggio del 1980 non servì a salvare The Correct Use Of Soap da quasi tre decadi d’oblio: avvenuta senza particolari ricorrenze da celebrare, ci lascia quindi stupiti questa ristampa Virgin con tanto di bonus track (quattro b-side d’epoca, utili più che altro ai completisti). Non era inusuale, a fine anni Settanta, che la stessa band producesse album radicalmente diversi a distanza di pochi mesi (basti pensare a Wire e Public Image Ltd): così, partiti dalle bizzarrie a metà fra pop barocco e hard-rock di Real Life e transitati per la prog-wave elettronica di Secondhand Daylight, giunse il momento per i Magazine di chiudere il cerchio in una terra di nessuno fra new-romantic e power-pop.
L’apertura è affidata a Because You’re Frightened, con le chitarre di John McGeoch a fondere power-chord punk e liquidità Fripp, la voce schizzata di Howard Devoto a narrare di fobie e rapporti di coppia, la torrenziale batteria di John Doyle a far da guida. Strutturalmente non siamo distanti dagli Only Ones di Another Girl Another Planet o dal Nick Lowe di I Love The Sound Of Breaking Glass: a far la differenza sono il nevrotico dandismo di Devoto, i ricami della band e la produzione di Martin Hannett, che schiaccia il suono di chitarre e tastiere, ma ne incrementa la scioltezza, elemento necessario ad una band come i Magazine, spesso intenta a giocare sulle sfumature e a lambiccare il più possibile gli arrangiamenti.
La tendenza new-romantic è confermata da Sweetheart Contract – con le tastiere di Dave Formula a sfidare Gary Numan per freddezza e suono alieno – e dal funk di Stuck, con intrecci ritmici rompicapo e ritornello pop-ambient. Il basso di Barry Adamson domina Thank You (cover di Sly & The Family Stone), vellutata new-wave dove scienza dub e raffinato gusto estetizzante si sposano manco fosse una jam fra Scritti Politti e Jah Wobble (l’altro grande bassista britannico dell’epoca). I due vertici sono però I Want To Burn Again – saggio black-music (coriste soul, basso sincopato, pianoforte funky) affogato in sovrannaturali discese di sintetizzatore – e A Song From Under The Floorboards, con Adamson a disegnare magistrali figure pop-funk, cosicché Devoto possa elargire una delle sue melodie più elaborate e uno dei suoi testi più disgustati (This is a song from under the floorboards, this is a song from where the wall is cracked, my force of habit, I am an insect).
Nella contrapposizione fra gli amanti dei Magazine chitarristici e quelli sovrarrangiati della maturità, rimaniamo quindi neutrali. Il loro percorso, a tutt’oggi fondamentale, è un po’ lo specchio della new-wave inglese, partita dal punk per aumentare gradualmente la complessità degli arrangiamenti: The Correct Use Of Soap è da questo punto di vista un caleidoscopio assoluto, un punto di non ritorno al quale la stessa band non saprà reagire (un ultimo album – Magic Murder And The Weather – pubblicato fra lo scontento generale, quindi lo scioglimento).
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