Recensioni

Le tracce del nuovo Madness erano già note da un anno. La band le aveva presentate all’Hackney Empire per tre notti filate lo scorso giugno e le impressioni erano state buone. Ancora una volta, il nuovo set di canzoni entrava nel novero della grande tradizione melodica inglese e lo faceva imboccando la consueta rotta maestra del vaudeville pop tagliato in levare.
The Liberty of Norton Folgate conferma tutto salvo smorzare ancor di più le frivolezze del periodo Dangermen per un deciso piglio meditato e, se vogliamo, noir. Tolto lo smalto melodico – al solito fresco e sempre giovane di Suggs – è tutto un gioco d’arrangimenti e testi che per almeno una buona metà delle canzoni funzionano alla grande. Il cuore è l’esperienza a sette ma piuttosto di focalizzarsi sui must – il classico mid tempo al piano con strumenti in leggerezza attorno – la Band stupisce ancora una volta per i numerosi modi con i quali può svoltarti (e bene) un brano pop. On The Town, Idiot Child, The Liberty Of Norton Folgate e il singolo Dust Devil giocano di soundtrack senza appesantire il già farcito mix, specie nella seconda dove i londoners provano il colpaccio del ritornello killer.
E’ qui che cascano. The Liberty… non possiede grosse hit, soltanto abili stoccate di sponda: in Bingo regalano un amabile mix di vaudeville, Kingston e banda di paese, in Clerkenwell Polka i profumi dell’Est e nella traccia omonima l’apoteosi del mash up intrattiene a dovere con ancora bandismi, walzer, soundtrack e giostre.
In piena aria di revival 2 Tone e paraggi (Ub40 e The Specials già partiti, senza che ne sentissimo il bisogno), i Madness puntano dritti alla sostanza. Lunga vita e attenzione alla dieta.
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