Recensioni

[Terzo nuovo disco di Mad che ci tocca ascoltare questo mese. Siamo oltre i ritmi di Zappa, Zorn e Sun Ra. Messi insieme…]
Flight to Brazil, secondo della serie Medicine Show, è una radiomadlib sintonizzata su frequenze brasilere: il meglio della sua collezione di vinili made in sotto forma di mixtape. Attenzione, mixtape grado zero e quindi zero interventi, giusto qualche piccolo effetto-ponte tra un pezzo (di un pezzo) e l’altro, come la voce presa da un documentario a segnare spostamenti e tappe del volo immaginario.
Bossa, samba, funk, jazz (soprattutto latin, anche cantato), fusion, tribalismi, ma anche frammenti di folk psichedelico, folk irlandeseggiante (?) per violino e percussioni, ukelele, lounge, colonna sonora con influenze orientaleggianti (?), avant chitarrismo acustico, contemporanea per fiati soli e persino un momento reggae. C’è il solito Brasile (e persino Mas Que Nada, nella prima delle nove tracce) e c’è il Brasile che più interessa Madlib (vedi un pezzo bossa-jazz prog letteralmente sorprendente, nella quinta). Le selezioni sono indubbiamente molto belle ma – andiamo al sodo – ha senso spenderci quattordici dollari? No.
Chi cerca la filologia sul Brasile andrà a pescare altrove e pure sotto il profilo della goduria esiste certamente di meglio. Inoltre, questo disco – pure bellissimo da ascoltare – non ci dice nulla che già non sappiamo su mr. Otis Jackson Jr. (vedere alla voce Sujinho).
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