Recensioni

E’ iniziata l’invasione, è cominciato il Medicine Show. Con quel tanto della metafora patologica e del fare da imbonitore che questo titolo evoca e che calza ora più che mai a Madlib.
Il primo volume di questo Mind Fusion "firmato" e allargato è una selecta rappusissima, coi soliti squarci funksoul madlibiani e la sua ossessione per Melvin Van Peebles e Galt MacDermot a condire. 17 pezzi tra produzioni nuove, ripescaggi e soprattutto remix – che sono però preview – dall’attesissimo ritorno di Guilty Simpson (di cui avevamo già un ottimo indizio, il 12" Coroners Music).
Inutile tentare troppo la via della filologia. Soprattutto, inutile rimproverare Mad per l’autoriciclo. Perché qui c’è ispirazione. Mad recupera All Caps da Madvillain (Life Goes By), e quella base è bella dovunque la metti; si autocita campionando Love Leaks Out dei Residents (in Yikes); espone una preziosa reliquia dilliana (dall’epoca Jaylib) ed è subito boom bap wonky, ma soprattutto è un pezzo che spacca. E spacca pure la cupa rendition di Ode to the Ghetto, come del resto il 90% dei rappati qui presenti.
Pezzi come sempre dilaniati da zapping interni e da brusche cesure, che destabilizzano l’ascolto, scompaginandolo; suono stratificato e granuloso come sappiamo, più cattivo dell’ultimo Mad, vicino alla sensazione di minaccia imminente che comunicano certo Quas e le cose con Doom (fa eccezione il quadretto tutto pop e cuoricini di I Must Love You).
Non è un capolavoro, ma un ottimo disco underground hip-hop, e dopo un 2009 deludente (il capolavoro Beat Konducta Vol. 5-6 era uscito su vinile già a metà 2008), possiamo dire che Madlib è tornato. Un must per tutti i madlibiani e, soprattutto, lo si sarà capito, per quelli più rappusi. Vediamo come saranno i prossimi MS: già annunciati un mix di roba brasiliana e un BK in Africa.
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