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All’esordio i romani Luminal spiccano per chiarezza d’idee e sintesi programmatica. Una new wave la loro memore degli Ottanta, ibridata con nostra canzone italiana degli ultimi 20 anni e più. Con la produzione accorta di Cristiano Santini ex Disciplinatha, la formazione riesce nell’intento di mescolare lo spirito dei CCCP e dei CSI, quello dei Massimo Volume e dei Marlene Kuntz, in una spigolosità naturalmente cantata in italiano, in cui recitativi, urgenze, nevrosi ma anche distensioni e riflessioni si mescolano, tra punk rock, noise e songwriting.

Un orecchio ai Sonic Youth e l’altro alla nostra gioventù sonica, temi affrontati con ironia e consapevolezza, cosa che permette loro di liberarsi da uno steccato forzato e ristretto, all’insegna di un songwriting d’autore che in alcuni degli episodi più intensi (L’uomo bicentenario, la title track, La Distruzione, Il fiume) viene fuori con una bella urgenza.

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