Recensioni

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Non
c’è neanche bisogno di presentarlo, Luisenzaltro. Chi si fosse
sintonizzato solo adesso, sappia che per chi scrive questo ragazzo di
Sesto San Giovanni è un genio destinato all’incomprensione,
almeno fino a quando l’incantesimo non si spezzerà. E stai a
vedere che i tempi sono maturi, perché col quarto lavoro
autoprodotto Alessio spinge sull’acceleratore: Insicurezza sul
lavoro, concept sull’alienazione definitiva del lavoratore (risorsa
modulare dissezionabile anche corporalmente, sacrificabile senza
colpo ferire), costruisce difatti una versione contemporanea di
cantautorato engagé, estirpata la retorica per mezzo del
consueto gioco di contro-nonsense drammaticamente gustosi e
micro/macro assurdità rivelatrici. Il tutto in guisa di
art-wave sintetica, tra certe futuristiche nostalgie Bluvertigo e
carezzevoli angosce Garbo. Dal consueto aspetto casalingo, però
mai tanto aggressivo, vivido, crudo.

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