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6.4

Luca Gemma giunge al quarto lavoro esattamente come te lo aspetteresti, ovvero con tutti i crismi di un autore maturo e consapevole dei propri mezzi, che maneggia con esperienza i linguaggi del pop mantenendo un approccio saldamente genuino. Non è dunque casuale il titolo che racchiude queste nuove canzoni (scritte e registrate quasi tutte all'alba), a rinnovare quella passione verso tutto quanto è roots (soul, funk, folk, rock) che già animava il precedente Folkadelic. A questo giro c'è una maggiore attenzione ai ritmi, sempre piuttosto lineari ed energetici, ma il punto di forza di Gemma continuano ad essere le melodie: una dietro l'altra le tracce di Supernaturale sono oggetti di artigianato che lasciano godere di tanti dettagli di suono, mai così specifici per l'ex Rossomaltese.



La cartella stampa per bocca dello stesso titolare parla di un incrocio fra Modugno e i Black Keys, connubio effettivamente esatto, a cui manca solo la canzone che sigilli il tutto. Del resto accadeva già nel lavoro precedente: tanti buoni, buonissimi spunti, nessuno davvero definitivo. Questioni di ispirazione (in ogni caso sempre di buon livello) ma anche di incontri non del tutto riusciti. Come nel duetto con Patrizia Laquidara per Il cielo sopra di te, da cui ci saremmo sintomaticamente aspettati qualcosa di più.

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