Recensioni

Il debuto dei romani Love The Unicorn è un disco di stile, che sotto la sua ala dream-pop nasconde influenze brit incastrate abilmente nella scrittura. Un po’ Phoenix prima maniera, un po’ Wild Nothing e altri suoi compagni di etichetta (Captured Tracks), l’esordio targato WWNBB è un album di dieci brani che parte subito bene, con una Melted dal ritornello accattivante. Se su Running Daze si scomoda Pete Doherty nella sua parabola Libertines, Hate Forever parte con una batteria dritta che ricorda per sonorità addirittura What You’re Doing dei Beatles. A Real Thing tratta del quotidiano e lo fa, sin dal titolo, sia dal punto di vista testuale che dal punto di vista musicale (Sunny Day In Rome, Weekend), fondendo un manierismo sonoro a strutture pop semplici e prediligendo un ottimo mix di generi, riproposti e miscelati in un disco piacevole e scorrevole. Misbehave unisce bossanova e His Clancyness, Acid Rain King Krule cantanto da Bob Dylan.
Tutti i riferimenti che i Love The Unicorn disseminano lungo A Real Thing non sono semplici modelli riproposti in maniera ruffiana. Si tratta invece di rimandi che rafforzano un’identità già messa in luce nello scorso EP Sports. Sarà facile conquistare l’estero con queste premesse.
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