Recensioni
Quando sei uno ma vali per molti. Lotus Plaza, al secolo Lockett Pundt dei Deerhunter, si presenta sul minuto palco del Cellar armato di chitarra e campionatore. Giovanissimo dal volto pulito che pare uscito da una pellicola di Gus Van Sant, Pundt offre un set intensissimo che alle note tracce di The Floodlight Collective (Sunday Night tra queste) ne alterna alcune inedite, probabili candidate al nuovo disco. Sovente a capo chino – dopotutto, il background shoegaze implica anche questo -, l’Uomo impasta voce e suoni secondo l’estetica Jesus & Mary Chain/Slowdive. Di contro al disco (alla resa dei conti un lavoro pop), la dimensione live permette lunghe volute ambientali che fanno molto Kranky d’antan. Le immagini alle spalle del musicista rendono il tutto oltremodo coinvolgente. Ottimo.
Parimenti intensa, ma anche ridondante (a tratti), la prova dei Nudge. Brian Foote e Jon Pyle tessono tele dub brumose e cantato trascendente. Se si chiudono gli occhi (non un’impresa) pare di ascoltare i Bark Pyshosis di Hex. Poi, però, li riapri e ritorni sulla terra. Un punto a loro favore, naturalmente, poiché sognare è un conto, dormire un altro. Bei momenti. Bella serata. Ora si dorme, sul serio.
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