Recensioni

7.1

Secondo album per Lorenzo Calpini, in arte Lorenzo_bitw, e nuovo viaggio attorno al mondo tra Mediterraneo, Africa e Caraibi a ritmo di dembow e non solo. A differenza di Love Junction, che nelle sue parti cantate si spendeva bene sulla programmazione radiofonica di emittenti ricettive come NTS e Rinse, qui abbiamo un lavoro che lo configura come una risposta fresca e italiana ai Thievery Corporation di The Cosmic Game.

Pantea, è un disco che vede Calpini circuitare nuove reti di collaborazioni, per un risultato che più che al dancefloor e alla confezione del singolo, complice la pandemia e l’isolamento, punta a reti relazionali basate sul comune desiderio d’escapismo per confezionare un album che funziona come un tutt’uno, con sua coerenza cromatica e macro-stilistica. Il sole, il mare e le spiagge che vediamo nel videoclip della title track, orizzonti balearici (Infinitum) oppure equatoriali (Ostia 98) in cui rilassarci rimanendo immersi nelle acque di un Mediterraneo altrettanto ben solcato da Clap Clap (qui presente in Calla) e Populous, questo è Pantea. Un disco che è un concentrato d’eleganza d’intarsio e immaginazione. Un lavoro che prende per mano i tappeti ritmici per i quali il producer è noto (dembow, dancehall, reaggeton, tribali ecc) e li presta a un gioco di smalti jazz (Mirabilia), calibrature fusion-psichedeliche in odor di Matching Mole / Brainfeeder (Saturnalia), sfumature blues (Ostia 98), downtempo (Petali Blu), tocchi library (Saturnalia), tribali (Calla) e soul hop (Spiriti), una ricchezza di colori e sfumature in cui immergersi lasciando che il tempo dei suoi 37 minuti scorra come un unico flusso.

Love Junction era un buon lavoro, ma tra parti strumentali e cantate frizionava un pochino. È pertanto questa la miglior porta d’ingresso per saggiare la bontà e conoscere il mondo di Lorenzo_bitw in formato album. Patrimonio nazionale.

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