Recensioni

7

Neil MacDonald, in arte The Lord Of The Isles – nome tutt’altro che casuale, dato che un tizio col suo stesso cognome, tale John MacDonald, è stato davvero Re nella seconda metà del ‘400 – è tornato nuovamente in pista. Forte di una lunga lista di remix (citiamo Shit Robot, Little Dragon ma soprattutto Jon Hopkins, con l’ottima rielaborazione di Open Eye Signal inserita nell’Extended Edition di Immunity) e un curriculum che firma una house bagnata di IDM, raffinata e vagamente cosmicheggiante, con balzi su numerose etichette (Phonica, Mule, Firecracker Recordings) tra cui una di proprietà del musicista (Little Strong), lo scorso anno Lord si era fatto notare con il generoso – e ben accolto dalla critica – 301C Symphony, dando un ottimo seguito quest’anno con i 12” Hot Blobs e Galaxy Near You Part 1.

Clearness Love, in linea di massima, non si sposta di molto da ciò che già conosciamo del producer. A MacDonald piace il buio pesto della sala, con flebili luci a intermittenza, e miscela negli appena 25 minuti d’ascolto una rapida selezione di bassi prorompenti fatti di acid house strangolante e techno selvaggia dalle lande detroitiane, avvolti in una leggera essenza dream costellata di synth provenienti dallo spazio e percezioni balearic, per un interessante dialogo tra New Order, Underworld e Nathan Fake. Anche stavolta nessun passo indietro, anzi, ma vista la sua tecnica indiscutibile e il talento evidente, Lord Of The Isles può e deve offrire di meglio. In attesa di altro, in ogni caso, non possiamo lamentarci.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette