Recensioni

È da ricercare nei ‘90 più luridi e lerci l’anima dei Lleroy, trio (manco per niente) placido fulminato sulla via che dalla Minneapolis della AmRep arrivava fino alla Seattle di Bleach e di King Buzzo. Insano noise squadrato (la carneficina chirurgica degli Helmet) e dal peso specifico elevatissimo (dei Melvins in fissa col post-hc?) disseminato lungo 8 pezzi che fanno macerie di buone maniere e eleganza e vivono di dinamiche da urlo di Munch strozzato in gola.
In Juice Of Bimbo si va di accetta da boscaiolo del northwest condito dalla stessa schizofrenia che imperversava nella downtown di New York qualche lustro addietro. Un marasma sonoro che rievoca a piacimento – spesso nello stesso pezzo, spesso l’uno sull’altro – accenti ed accenni da Cows, Hammerhead, Unsane, Dazzling Killmen oltre che dai già citati, rivestiti da violenza da circuito hardcore. L’attacco iconoclasta di The Lost Battle Of Minorca, le fughe di Magnete o il panzerkorps di In My Head stanno lì a dimostrare che il suono dei Lleroy è sì pesante, ma anche tagliente proprio come le lame riprodotte in copertina.
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