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7.4

Prosegue a colpi di tripli CD la fantastic Voyage e, per l’occasione, torna addirittura sul luogo del delitto. Let’s Have A Party è infatti il “sequel” di una precedente raccolta incentrata su artiste femminili e appropriatamente intitolata Girls Gone Rockin’. In comune con quella possiede la medesima abilita di far battere il piedino e trascinare in un’altra epoca, come d’abitudine destreggiandosi tra hit e cose meno note però sfiziose, ironia e baldanza, sensualità allo stato brado e altrove nascosta dietro sottintesi e doppi sensi.

Se potevano farlo i maschi, perché non Wynona Carr, Eartha Kitt e LaVern Baker (con un’irresistibile Bumble Bee, poi ripresa in ambito indie dalle Casual Dots, che da sola vale il prezzo – peraltro piuttosto contenuto – del biglietto), la prorompente Wanda Jackson e la più trattenuta Jackie DeShannon? Per non dire dell’errebì capitale di Ruth Brown, di un successo pop come Love Is Strange di Mickey & Sylvia e di un resto che il tempo ha sepolto e oggi mostra un’intensità e vivacità che parecchi contemporanei sognano. Viene voglia di saperne di più su Donna Dameron, su Ann Cole (una Got My Mojo Working che manda al tappeto), su Janis Martin. Almeno. Se si escludono un misero pugno di novelties male invecchiate e qualche cosuccia trascurabile, difetti peraltro connaturati e perdonabili a una raccolta di ben settantacinque brani, hai l’ennesima esaltante prova che da sempre, le donne ne sanno davvero una più del diavolo. E siccome di rock ‘n’ roll si tratta…

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