Recensioni

6.5

A sentire i giri di basso in stile U2, le chitarre taglienti rubate ai Joy Division (Cash) e quei riverberi che sembrano ammiccare agli onnipresenti Jesus & Mary Chains (Milano), potresti tacciarli di facile revivalismo i Les Enfants. E invece il secondo EP – il primo, omonimo, è uscito nel 2012 – di Marco Manini (voce, batteria), Francesco Di Pierro (chitarra), Umberto Del Gobbo (farfisa & synth, chitarra, metallofono) e Michele Oggioni (basso) è tutto fuorché una replica fine a se stessa. Dentro ci trovi persino scampoli di un cantautorato essenziale, intelligente, non per forza di cose aderente agli standard di genere, capace tuttavia di suonare credibile con quelle malinconie un po’ teatrali in bella vista. In realtà è proprio la commistione tra una voce che ricorda le intensità moltheniane – o per meglio dire umbertomariagiardiniane – senza scimmiottarle e una parte musicale curatissima in ogni dettaglio e con qualche reminiscenza anni Ottanta, che funziona. Quanto basta per creare un disco forse non particolarmente innovativo, ma in grado di descrivere un piccolo universo di sentimenti e spazi capace di rapirti con garbo.

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