Recensioni

7.3

A seguire l’EP Igam-Ogam, l’album Loom Dream (entrambi usciti nel 2019, quest’ultimo TOP Album da queste parti) e la suite ambient Music For Screen Tests commissionata dal Barbican (2020), torna Leif con 9 Airs, un disco che attraversa sentieri meditativi (Hold Gem Cut) e stati bucolici e psichedelici (Seven Hour Flight to Nowhere) con un’elettronica delicata (Hiding in Plain Sight) e aperta all’esplorazione acustica come concreta.

Il quinto disco da studio del producer gallese – di stanza a Londra – esce sulla label di leftfield techno AD 93 di Nic Tasker e accompagna con la sua calda visionarietà la fine del 2021, mantenendo la proposta musicale su un livello di eleganza e finezza mai fini a se stesse, anzi focalizzate sulla costruzione di un sound personale, intimo soprattutto a fine scaletta (Wake Up Now, Tapping On A Hollow Body), arricchito qui e lì da da suoni della natura (la pioggia incessante in Emotional Risk Assessment) e tocchi elettroacustici (Looking Inside to See How it Works).

Un viaggio, esotico, onirico, come lo sono gli album di Shackleton, un mondo altro come lo immaginerebbe Jon Hassell buonanima, niente di vertiginoso ma neppure una raccolta di quadretti di vita à la Four Tet (peraltro evidenti nella sopracitata Seven Hour Flight to Nowhere), anzi, ancora una volta, ambient di alta qualità.

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