Recensioni

6.8

Dopo il positivo esordio datato 2014 (Tutto) e l’ancor più promettente EP Paura di tutto, il quartetto di stanza a Piacenza Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere torna con un lavoro più maturo, consapevole e quadrato. Il cerchio attorno cui ruotano i suoni della band rimane quello degli esordi, in cui i Nostri facevano tesoro della produzione emo-hardcore dei Fine Before You Came così come delle sferzate filo-Motorpsycho dei primi Verdena o dell’anima punk catatonica delle chitarre di J Mascis e dei suoi Dinosaur Jr.

Questo Interpretazione dei sogni di principio è un concept sull’universo psicologico, letterario e soprattutto personale legato al sogno, immaginario tutt’altro che semplice da approcciare senza scadere nella retorica (leggasi pure banalità). Rischio superato con ammirevole bravura, un’ottima produzione e poca ossessività verso il tema scelto, che si traduce in una grande libertà di azione su quella linea tesissima in cui i Nostri mischiano insieme citazioni, cuori infranti, accelerazioni e immagini surreali (Innamorata di un cavallo) o impossibili (Ricordati del sogno). Un lavoro denso di contenuti che in appena 25 minuti tiratissimi distilla ballate rock dalle notevoli linee melodiche e pause calibratissime.

In una dimensione legata alla quotidianità e distinguendosi per un taglio autentico e artigianale che però non suona mai lo-fi, giocando con i classici (Kafka, Conrad, Cummings) e mettendo in prima fila fallimenti, rincorse e occasioni perse, nella disperazione di quei sogni che purtroppo o per fortuna prima o poi finiscono, Le Sacerdotesse hanno piazzato un altro notevole tassello nel percorso di una band che al momento rimane ai margini ma meriterebbe molta più attenzione.

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