Recensioni

Son bastati due eppì l'anno scorso a far scattare il caso mediatico: il primo, Forest, solidamente piantato su basi beats&wonky impegnate, il secondo, Many Faces Out Of Focus, a mostrare lo spessore di un nuovo giovanissimo artista made in UK alle prese con bass music, step e personali rimaneggiamenti jazz. Col suo suono astratto e uber-intelligente (Time Spike Jamz l'assaggio più indicato), Lapalux si è subito guadagnato il parallelo col James Blake pre-album, e ora che approda alla Brainfeeder sotto l'ala di FlyLo e pubblica la sua terza uscita breve, il paragone offre interessanti spunti di riflessione.
Bello osservare la piena sintesi dei suoi tratti caratteriali nelle tracce di When You're Gone, apprezzare la sensibilità soulstep di Construction Deconstruction mentre alterna vuoti blakeiani a un ingegno beats che non sfigura accanto a Hudson Mohawke, oppure sentire come il tratteggio arty si affianca convinto agli stimoli dell'ultimo Rustie, con Yellow '90 e Gone a riprendere la stravaganza synth superaccessoriata di Glass Swords. Ma ancor più bello è pensare tutto questo come un punto di arrivo, rammentando che Lapalux un anno fa era esattamente ciò che era Blake nel 2010, e quindi vederci una seconda evoluzione possibile, ben diversa dalla discussissima tangente cantautoriale scelta dall'alter ego: parte 102 Hours Of Introduction e ti par di riascoltare CMYK, se non fosse che sul più bello arriva quella tangibilità che i blake-detrattori avrebbero voluto, qui rappresentata da una solidità ritmica un po' wonky un po' r'n'b, in ogni caso armonicamente jazzy.
Piglio multisfaccettato, capace di giocherelli pop su step astratti a metà tra Aquadrop e Jamie XX (Moments, Gutter Glitter) come anche di parentesi dub ambient eteree (Face Down, Eyes Shut), ed ecco servito il nuovo talento della scena UK a soli 23 anni. Vero è che Lapalux, per come lo vediamo oggi, è ancora in fase di indagine dei propri mezzi, preso ad intavolare ricerche e avanzamenti dei più dsparati per prendere coscienza dei propri lati migliori. Ma è così che si diventa grandi: fai che poi arriva l'album e mette tutti d'accordo?
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