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6.8

L’immaginario è tutto in certi ambienti e l’australiano Sean Bailey, in arte Lakes, lo sa bene. Copertina nera, inner sleeve nera, immagine di copertina piuttosto eloquente e caratteri simil-runici per titolo e moniker sono più di un biglietto da visita per questo vinile limited edito dalla bolognese Avant!.

Un uomo (nero-vestito come d’ordinanza) solo al comando che, imbracciata la chitarra, colloca la sua musica al crinale tra le angosciose visioni folk-apocalittiche made in Death In June/Sol Invictus (The Longest Reign, l’opener Blood On The Grove, Crossed With Leaves) e il tetro immaginario di cui sopra, amplificato da una voce baritonale e nero-pece anch’essa (The Oldest Place), da un drumming occasionale che più marziale non si può (Wingless And Earthbound o la sofferente Visitation Dawn), da un certo gusto – anch’esso prevedibile ma reso con eleganza – per le atmosfere medievaleggianti (Night Lark) o arcano-pagane (la raffinata e misterica melodia di All The Waking Dreams). In più il caro Bailey a.k.a. Lakes ci mette una grinta e un trasporto invidiabili, tanto che sembra vedere il sangue uscire da quella sei corde. Lontano da ogni trend e da qualsiasi volontà imitatoria, Blood Of The Grove è l’ennesimo tassello nel mosaico del (neo)folk-apocalittico.

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