Recensioni

Salvo un tocco appena più wave, la loro formula è ancora caratterizzata da quel misto di post-rock ed elettroniche che lì caratterizzò nei Novanta, ai tempi della 'neue deutsche welle' del kraut rock assieme a To Rococo Rot, Tarwater e Mapstation. E quanto scritto recentemente per 2014 vale sostanzialmente anche per Tank con l'importante eccezione che questo è probabilmente il miglior album della ditta.
I Kreidler trovano finalmente la quadratura in un lavoro solido, vario e affascinante, che non deve nulla a nessuno, fa la propria cosa e la fa con il solito misto di freddezza, gusto per le timbriche e pennate d’elettronica sempre misuratissima. Confezionano una breve manciata di tracce dove il rock dialoga con una techno primordiale a braccetto con Vangelis, dove una costante dark, che rimanda a tutta una classica cinematografia (Blade Runner, Essi Vivono ecc.) scambia fluidi con il lato più umbratile del post-punk che va dai Savage Republic ai Piano Magic. E ancora il con kraut a base di motorik Neu!, lo sci-fi ereditato dai Kraftwerk. Le triangolazioni di terra, metafisica e cielo.
Anche se il mondo guarda altrove e queste sonorità, si dirà, hanno fatto il loro tempo, non commettete l'errore di farvi scappare un album come questo.
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