Recensioni

7.1

Pubblicato a soltanto un anno dall'applaudito, specie in madrepatria, Tank, Den, l’undicesimo album dei Kreidler, doveva essere un lavoro composto unicamente d'atmosfere e linee melodiche, e per dirla con loro, mosso da una “viscous musicality”. Alla fine le cose si sono ibridate nei giochi a incastro tipici dei tardi Can, e la tracklist, azzerando i contenuti wave à la Neu! / La Dusseldorf, ha abbracciato un fiero neo krautismo elettronico-acustico misuratamente aperto al concreto (le mitragliette ottimamente impiegate come texture in Winter).

In appena sette tracce per neanche quaranta minuti, animato da intelligenza e visione, Den, viaggia a corrente alternata tra Berlino e Dusseldorf, amalgamando egregiamente retrogusti techno (Rote Wüste, Cascade, Moth Race), (germaniche) urgenze ambient-melodiche (Sun, Deadwringer), e inserti chitarristici (Alex Paulick) tra minimalismo EnoFripp e fraseggi newagey 70s (Cascade).

Con i To Rococo Rot in fase calante (o comunque in semi congelamento), Thomas Klein e co. invecchiano come il buon vino e confezionano l'ennesimo lavoro straconsigliato e probabilmente quello meglio inciso, missato (nei Lowswing Studios di Berlino con Guy Sternberg) e masterizzato (a cura di Stefan Betke negli studi della ~scape di cui è co-founder). Jaki Liebezeit e Brian Eno lo amerebbero e voi?

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