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Da Mark Sultan in versione King Khan & BBQ Show possiamo solo aspettarci qualcosa che sta al centro del mondo In The Red. Garage e ancora garage.

Ecco quello che si può trovare in Invisible Girl (oltrepassando, so che è dura, l’orribile copertina): del rock’n’roll anni Cinquanta virato Nuggets. E nel fare questo Mark Sultan è maestro. Riesce a citare pedissequamente la tradizione mettendo giusto qualche storpiatura garagista, se non altro nel timbro degli strumenti (cioè, delle chitarre). A volte (Untitled, Crystal Ball) poco più punk e Ramones-iano (Crystal Ball) – e chi continua a dire che la differenza che corre con il r’n’r dei primordi è poca, ha ragione. Mezzi avvisati, mezzi salvati. Decidete voi.

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