Recensioni

Non c'è due senza tre: dopo Squarepusher e Venetian Snares è il turno di Kid606, un altro mostro sacro che ritorna dai '90 breakcore a rammentare ai presenti (per la terza volta) cosa significhi vecchia scuola e quanto si possa essere efficaci in suggestioni ed emozioni anche con gli spigoli intelligenti, battendo sullo stesso campo l'onda neoclassica della nuova generazione. La fascinazione dell'universo IDM è pronta per la riscoperta consapevole, ma un conto è risalire il flusso e rinfrescarsi alla sorgente, un altro è aver già determinato il corso degli eventi e lavorare ora di maestria, riconducendo quegli spunti alle nuove teorie soniche.
È da un po' che il venezuelano folle ha abbandonato le convulsioni rave di Don't Sweat The Technics, ma mai come adesso le nuove sperimentazioni ambient son piantate in maniera così armonica nei giorni nostri. Per dire, Everything Is Business è stilisticamente una magia: ragiona per spazi halfstep, inventa lungo beats wonky, si trattiene sull'implicito UK bass e tocca le corde oscure che temiamo. Praticamente un giallo psicologico di Fritz Lang. Le tangenti cosmiche son quelle dell'induzione mentale di When Things Come Together ma hanno anche il piglio più convinto di LSDMTB303, fatta di ritmica Kuedo e intuito del Moby commerciale. Dark Archipelago poi sembra l'appendice ordinata dei viaggi sghembi dell'ultimo Last Step, quegli stessi percorsi acid emozionali portati sul giro simmetrico che ne maggiora l'assorbimento.
Nemmeno mezz'ora per 8 tracce, ma gli spunti sono ovunque: prendi Temporary Revelations, che racconta le storie diverse del krautrock più ambizioso e sembra sempre sul punto di sfociare nell'emozione soul esplicita, con la differenza che Kid606 stavolta non improvvisa e tiene tutto sotto il controllo degli analogici, solleticando anche la nostalgia in I Want Her Wings e nella Vangelisiana Hood Gone Mad. La modernità eppure c'è eccome, e se chiudi gli occhi e ascolti Love Me pensi di stare nelle teorie avanzate della gioventù ipnotica postdubstep che corre tra Jamie XX e MYRRYRS. Non si è mai vecchi finché non inizi a pensarlo e quest'anno a darci lezioni di mental passion son stati tre dei cosiddetti "anziani". Chapeau.
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