Recensioni

6.9

Nel primo decennio senza album nuovi degli Stones, Richards colma il vuoto ritornando al disco solista 23 anni dopo Main Offender (se togliamo le ospitate e la supervisione della raccolta di traditional reggae Wingless Angels del 1997).

Aiutato come sempre dagli Expensive Winos (il gruppo con cui incise e suonò live ai tempi dei due dischi da solo) e da una partecipazione di Norah Jones (anche come coautrice) nella bella ballata suadente e disincantata Illusions, Mister Riff mette insieme una scaletta che non suona molto diversa da come suonerebbe un’antologia delle canzoni dei Rolling Stones cantate da lui: si parte con un blues acustico classico (la title track), c’è ovviamente del rock con, tra le altre, la bella Heartstopper e il singolo Trouble dal ritornello irregolare, qualche ballata specie verso il finale, una Love Overdue che è un reggae più dimesso di quello deluxe/super session realizzato da Jagger nella Miracle Worker dei SuperHeavy, il funk grezzo di Substantial Damage, un boogie primordiale anche nel suono in Blues In The Morning (con echi del Neil Young di This Note’s For You), e il piatto è servito.

È banale dire che non si possono chiedere rivoluzioni a un musicista ultrasettantenne che ne ha già fatte di miliari tra i venti e i venticinque anni, ma è così, e Richards non le tenta nemmeno: rimane nel suo, senza cercare modernizzazioni improbabili che né gli interessano, né è in grado di inseguire. E tutto sommato evita anche l’altro rischio: quello della noia da maniera sgonfia. Il disco scivola via piacevole e abbastanza vivace, pur senza grossi picchi (Talk Is Cheap, il primo, era un’altra cosa).

Alla fine, il mix di esperienza e leggerezza genera un onesto calmante dell’astinenza dal gruppo madre.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette