Recensioni

6.8

È sempre più difficile provare ad anticipare le nuove ‘mosse’ di Keaton Henson. L’artista inglese, che non ha mai celato quel groviglio emotivo che lo tiene costantemente imbrigliato, è passato – se si guarda alle sole produzioni più recenti – da scenari di cristallino alt-pop (House Party) a effluvi sperimentali di elettronica e classica (Somnabulant Cycles), ed ora sembra pronto ad aprire un nuovo fronte creativo in scia ad un passato che torna a mostrare le proprie ombre.

Parader è il nuovo disco e, fin dal titolo, mette in luce una maggiore disponibilità da parte dell’artista a lasciarsi scrutare più da vicino. Non è un mistero che Henson abbia sempre preferito schermarsi dietro un isolamento autoimposto, con pochissime apparizioni dal vivo, alimentando l’aura di mistero intorno alla sua figura. In Parader, vediamo il musicista ritrovarsi a fare i conti con una carriera che impone punti di domanda cruciali – come il chiedersi quale sia il ruolo dell’artista in questi tempi controversi – proprio mentre mette alle spalle tutto quell’arco temporale che accorpa adolescenza e l’ingresso nel mondo degli adulti.

Il disco ricuce quell’esatto spazio-tempo riportando Henson agli albori, ovvero ai periodi passati in band emo e metal e spesi a guardare band hardcore americane nei sobborghi di South London. Un viaggio a ritroso che lo porta ad accettare il ‘rumore’ come parte del suo background artistico: Parader, da questo punto di vista, è sicuramente la parentesi più alt-rock della vasta produzione firmata da Henson che proprio quel rumore riesce a filtrarlo, adagiandolo su nenie indie-folk (Day in New York), pop-rock da FM (Operator) e sfrondate indie-pop (nell’emozionante duetto Lazy Magician con Julia Steiner dei Ratboys) che sfumano in una coda chitarristica che ricorda il più recente MJ Lenderman. Parliamo sicuramente della sua prova più articolata, pin virtù di più ‘forze’ che coesistono all’interno dello stesso album senza risultare forzate. Previsioni su svolte future? Vi rimando all’incipit di questo pezzo.

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