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Dopo l'ottima prova di Autumn Fold, torna Kangding Ray con un eppì di quattro brani dalla solida base concettuale. Pruitt-Igoe, altro non è che il nome di un quartiere di St. Louise, costruito e demolito nel giro di un paio di decadi tra gli anni Cinquanta e Settanta, un complesso (ad opera di Minoru Yamasaki, lo stesso delle torri gemelle) mitizzato come uno dei più grandi fallimenti dell'architettura moderna.
Per riuscire nell'impresa di condensare i venti anni di vita della struttura in venti minuti di musica, il buon Kangding Ray si fatto aiutare dal padrone di casa Alva Noto e da un altro noiser di lusso, Ben Frost. L'apporto del primo si limita nel frullare gli stilemi di casa Noton, con microsuoni stile fotocopiatrice che sembrano venir fuori da Xerrox, e ritmiche asincrone alla Unitxt. Il secondo invece sfodera una prova più convincente, con una traccia tra bassi distorti e minacciosi che preannunciano la caduta dell'edificio ed echi di Murcof.
In mezzo, Ray mastica suoni metallici e post-urbani in linea con certo dubstep d'autore, e rappresenta forse il passo oltre gli steccati dell'etichetta in un lavoro ibrido e tutto sommato importante.
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