Recensioni

6.3

Kangding Ray è sempre stato un po' estraneo alle logiche Raster-Noton. Ovviamente una certa rigidità sul sentiero glitch-minimal è quasi d'obbligo in casa di Alva Noto, però l'approccio quasi dancefloor a metà strada tra dubstep e IDM, quel suono più saturo e noise rispetto alle atmosfere rarefatte dei tanti compagni d'etichetta, bastavano a suscitare più di una curiosità per l'uscita di OR.

Curiosità che, in parte, viene disattesa. Perché arrivati in fondo al disco, un po' di apatia sembra venire a galla: Kangding Ray produce un sound fin troppo omogeneo e sofisticato, pattern dettagliatissimi su cui spesso però non riescono ad incidere a dovere gli inserti noise e drone, e la sensazione è che manchi sempre qualcosa. E' così per Mojave, Odd Sympathy, Levaila Scheme: ogni brano sembra quello buono e poi niente, l'amalgama non esplode. Le cose vanno meglio con un po' d'aiuto esterno: convincono i bassi abrasivi di Or assemblati in collaborazione con Ben Frost, l'incedere spettrale di Monster complice la voce di Rose Tizane Merrill, e i drone metallici che emergono dalla complicata intessitura di Caracoid process, con Magne Mostue; un po' pochino però, per quasi un'ora di ascolto.

In ogni caso, il disco supera tranquillamente la sufficienza, anche perché la qualità media dei brani è comunque di livello. Purtroppo, non va oltre.

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