Recensioni

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Lo mette già in chiaro dal primo brano Come Back to Me, il quinto disco dei Jungle. Nel loro intingolo soul-disco è entrata questa volta anche la bossa nova e non è un caso che la voce soul che ascoltiamo qui sia quella di Lydia Kitto. Nella formazione di J Lloyd-Watson e Tom McFarland era attiva già da Loving in Stereo, ora è ufficialmente parte di quello che è un trio a tutti gli effetti.

Rispetto alla precedente prova Volcano, la ricetta che li ha resi campioni di un recupero squisitamente 70s nell’era del post Random Access Memories viene ricalibrata per restituire l’essenza di ciò che il progetto ha maturato. Retromania imperat, ma i pezzi sono congegni estivi perfettamente a fuoco, come anche la durata, poco più di mezz’ora.

La title track è un recupero di archi da Philly soul, memorie Diana Ross e Jackson 5 condotto con una pianola sorniona e campionamenti vocali in modalità call and response. Stesso discorso per Move Like You Do, dove una radice funk governa una disco vibe sospesa, mentre Where Are You Now? galleggia alla ricerca dell’incanto del bliss estivo perfetto. Carry On affonda invece nel soul Motown anni Sessanta. Per la band segna un personale traguardo da “folk song”, imboccato attraverso una melodia dall’inclinazione country.

The Wave, Natural e Someday, Somewhere sono pezzi che Nile Rodgers apprezzerebbe non solo per il fraseggio di chitarra. Il primo, in particolare, torna alla musica brasiliana rigorosamente d’antan, mentre Someday, Somewhere è la quintessenza del loro disco-funk estivo: voce al sole, groove irresistibile e quella miscela di ottimismo e nostalgia 100% Jungle.

Bas ci mette un po’ di rap su basi che sembrano riportarci all’old Kanye, quello dell’orsacchiotto, ma Romeo II è anche qualcosa di più preciso: il seguito dell’omonima prima parte su Loving in Stereo, un omaggio alla tradizione hip-hop dei sequel e un’idea che nasce dal featuring in modalità Gorillaz.

Al netto del fatto che il giochino dei groove e delle voci campionate che si rincorrono finisce per far sembrare i pezzi dei soli arrangiamenti, e l’incanto con gli ascolti tende a svanire, l’album scorre come un buon cocktail in riva al mare. Ed è quanto basta.

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