Recensioni

Va bene che per giustificare un taglio di capelli bisogna attendere che questi ultimi ricrescano, ma 6 anni dall’ultima apparizione – se si eccettua Follow Fluxus, uscito nel 2021 per Setola di maiale ma in realtà relativo a musiche suonate e registrate un decennio prima – sono decisamente troppi in questi anni di bulimia discografica. Sia come sia, Radiance Opposition riprende dove In the Silence Electric e prima ancora Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin – ma il discorso è valido per tutta quella che abbiamo definito come la “seconda fase” della formazione italiana – avevano lasciato, ovvero una psichedelia tanto materica e corposa quanto astratta ed eterea che taglia trasversalmente mondi e luoghi diversi.
La novità risiede nell’ingresso in formazione di Anna Bassy, cantante italo-nigeriana che screzia ancor di più le musiche dei cinque sodali. L’apporto della Bassy fornisce rotondità e quel “nonsoché” di una blackness diversa dal nero declinato in profondità cosmica che i nostri sono usi trafficare, contribuendo a spostare l’asse sonoro della band un passo oltre in un percorso che alla soglia del quarto di secolo di vita comincia a farsi rilevante.
L’apporto della Bassy si nota in pezzi come Spring Moon (ipnosi poliritmiche in crescendo e soulness from outer space), To The Sacred Mantle (insolite venature trip-hop ed eterei rimandi al post-rock più evanescente) ma soprattutto in quella spirale di suoni rotondi e concentrici che è Unit Circle, un misto groovy che parte da Bristol con destinazione l’universo. È pur vero che altrove la grammatica “cosmica” – che è la cifra sonora prediletta degli ultimi Julie’s e che molto probabilmente ne ha liberato anche le risultanze rispetto al più ristretto ambito rock trafficato nella prima parte della carriera – riemerge con potenza visionaria.
È il caso di pezzi come Extinction Of The Sun che, mantenendo fede al proprio titolo, scaraventa l’ascoltatore in una dimensione dronica e cosmica fatta di dilatazioni e riverberi oscuri come un sabba disperso nell’infinito dello spazio più profondo, o della conclusiva 6AM Carpet Candlelight, sorta di ipno-jam drogatissima, tanto cullante e dolce quanto, in certe aperture, di un isolazionismo atroce. Ma l’innesto della neoentrata sembra preludere a un ennesimo “passaggio di scala” per i Julie’s Haircut, di cui questo Radiance Opposition potrebbe essere un gustosissimo antipasto. Speriamo solo non se ne riparli tra un lustro abbondante.
Amazon
