Recensioni

7.1

Jessica Gentile / Jubilee è nata a Miami ma, spostatasi a New York, è diventata nel giro di un lustro la bass sweetheart di Brooklyn grazie anche al supporto della label (sempre di queste parti) Mixpak. Prima di ciò, ha inaugurato assieme a Jason Forrest (DJ Donna Summer) la label Nightshifters, realtà che ha sfornato dischi fino al 2011. In After Hours la DJ e producer certifica il suo impianto fortemente eterodosso, con particolare attenzione per una visione della musica da club che va dall’universo UK a Miami, passando per la latinità della label per cui Dre Skull è sempre più monitorato, quella dancehall mutante che abbiamo già avuto modo di apprezzare da Popcaan in avanti, fino alle recenti prove di Palmistry e Gaika.   

Il mix nasce – come raccontato da Jess in un’intervista concessa a FACT – «dalle ore trascorse in macchina per tornare dai party di Miami» ascoltando diversi mixtape. Le atmosfere da club sono state così osservate sia nei momenti clou, sia nelle fasi after (come da titolo dell’album), quando magari al ritorno a casa si fanno brutti incontri con la polizia (le sirene su ritmi trap di Spring Break raccontano di un incontro tra un poliziotto e uno spacciatore). Ci si rilassa poi con groove che tendono alla kizomba (Spa Day), si viaggia sull’autobahn a ritmo di reggaeton e synth badalamentiani / Twin Peaks fino all’alba (Opa-Locka), ci si riposa con della new age in sottofondo (echi di Caribou in Snooze Button) o con della ambient house (echi di Orb in Beach Ball).

È interessante notare la disinvoltura di Jubilee nell’entrare ed uscire dai suoi rinforzi bass. Passa da un sound molto britannico alle scene localistiche americane, in particolare quelle legate al Miami Bass e al Footwork di Chicago, da una dimensione fortemente sintetica che si rifà a basamenti 80s (Sawgrass Expressway, Stingray Shuffle cita arpeggi di synth degni della Detroit di Dj Stingray, Bass Supply, lavora acida sulle Roland con le rime di Otto Von Schirach) a un mood più caldo e caraibico (Wine Up, che ospita la vocalist dancehall, Hoodcelebrityy).

Sospeso in uno spazio temporale e geografico tra retro-futuro e latinità, e con un interessante gusto per le melodie, After Hours è una bella sorpresa ancora prima che un bel viaggio all’interno delle mille influenze di Jubilee.

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