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7.2

Terzo album – dopo l’indipendente Veteran e l’esordio su major All My Heroes Are Cornballs – e terzo centro pieno per JPEGMAFIA, ovvero la scheggia meglio impazzita del mondo hip hop e (noise) rap. Un personaggio volutamente provocatorio, tanto genuino e incompromissorio quanto purista nel senso più “talebano” del termine. Perché il nome che salta subito in mente sono i Death Grips (o i Clipping, o i Dalek), cui peraltro lui darebbe molto volentieri fuoco se solo potesse. Sembrava un po’ strano vederlo a contratto con una major discografica, e infatti ecco che dopo soli due anni e altrettanti dischi il nostro eroe si è già abbondantemente rotto le palle. Quindi ecco LP!, disco che in primis adempie all’ultimo obbligo contrattuale residuo con l’etichetta lasciandolo libero per il futuro di scorrazzare in libertà, e in secondo luogo certifica una volta di più quanto il suo sia un talento che non può essere piegato.

Il caos, da sempre padrone del micro/macro universo jpegmafioso, si palesa in questa sede sin dalla tracklist, duplice come il numero di versioni esistenti dell’album: una online e una offline, quest’ultima arricchita da qualche brano ulteriore e da una scaletta leggermente rimaneggiata. Nulla che aggiunga o sottragga quid sostanziali, tant’è che a detta dello stesso rapper l’escamotage è dovuto soprattutto a questioni di utilizzo di samples. In LP! A proposito di casino, c’è dentro (come al solito) un po’ di tutto. Si trovano la linea di basso funkeggiante e i fiati epici della mina REBOUND!, e il piglio più rilassato e laid back di DAM! DAM! DAM!, la fumosa narcolessia di SICK, NERVOUS & BROKE! e perfino uno strinato rimaneggiamento (con melodia stravolta) di …Baby One More Time di Britney Spears (!) in THOT’S PRAYER!. Detta così sembra una bella accozzaglia, e in effetti lo è, ma l’innata bravura di JPEG sta proprio nel riuscire a rendere non percepibili le suture di questo bulimico patchwork sonoro, oltre che nel reintrodurre in chiavi sempre nuove stilemi che nel mondo hip hop si sono già sentiti, ma mai cucinati così. 

Per non parlare delle tante schegge che sarebbero benissimo potute diventare hit da milioni di stream, ma si “accontentano” di restare bozze, frammenti, tracce di idee: come OG!, poco più di un minuto di durata con sample di beat-box e campionamento-omaggio a DMX. Ormai possiamo dirlo: Peggy è una garanzia. Vedremo che combinerà ora che sarà (ancora) più libero.

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