Recensioni

Sesto album in studio per John Maus, Later Than You Think è un lavoro in linea con le precedenti uscite del compositore e cantautore americano, specialmente con gli ultimi Screen Memories e Addendum, in cui synth-pop e lo-fi formano un agglomerato dotato di una sua identità specifica, ma che sostanzialmente vive di influenze e suggestioni che appartengono a un tempo passato e sublimato nella mente dell’autore.
Su tutto, ben più che in passato, emerge una certa spinta al raggiungimento di una catarsi sempre rimandata al brano successivo. Sebbene l’ironia che caratterizza la sua opera sia sempre presente, Later Than You Think sembra assumere una dimensione più seria e tormentata che in passato. A questo proposito non bisogna dimenticare che l’immagine pubblica di Maus è ancora piuttosto malconcia: ricordiamo che nel 2021 era stato avvistato al Campidoglio durante le proteste pro-Trump che in seguito sfociarono nell’assalto a Capitol Hill. Da quando si professava “più a sinistra di quelli a sinistra” a quando è stato indicato come sostenitore convinto delle politiche di Donald Trump (secondo le parole di Ariel Pink) è passato del tempo e in qualche modo anche l’ispirazione sembra averne risentito, non in peggio, sia chiaro, ma come in una sorta di “interruzione” di un percorso, di uno stile che tende a reiterare se stesso.
Al giorno d’oggi, si sa, la nostalgia è a buon mercato. Non sono più gli anni di Screen Memories, quando per quell’offerta la domanda era ancora agli inizi. Il mercato è saturo e il futuro è già nostalgia. Dalla parte di Maus, stavolta, c’è una sorta di riflessione che l’artista fa non solo su se stesso e sul mondo che lo circonda, ma anche sul modo di concepire e comporre tout-court. In una sorta di “anarchia controllata”, si alternano composizioni apparentemente fredde e misurate (Tonight) a sbalzi romantici divertiti (Tous les gens qui sont ici sont d’ici).
Definita dal comunicato stampa “un’opera alimentata dal confronto, dalla fede e dalla trasformazione, spinta dall’urgenza di credere che il significato abbia ancora valore e che il tempo sia ormai limitato”, non sappiamo se Later Than You Think rispecchi davvero l’obiettivo che Maus si era prefissato, ma rimane comunque un solido lavoro di un autore che appare sempre molto contraddittorio.
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