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6.8

Il compositore losangelino John Krausbauer è attivo da una quindicina d’anni e la sua formula sonora è quella di un post-minimalismo stratificato, armonicamente scheletrico, eppure ricco di dettagli. La sua ultima fatica, questo beats, lo vede cimentarsi in terzetto con Aaron Oppenheim e Kate Short, memore della lezione del prime mover Martin Charles, classe 1945, noto ai più col nom de plume di Charlemagne Palestine (vedi alla voce: strumming music).

Tre fisarmoniche, patterns modulati che si sciolgono e si riannodano, un andamento complessivo fra il trancedelico e l’introspettivo-psicanalitico: et voilà, il gioco è fatto. Indubbiamente, i poco più di 25 minuti di beats, non sono un boccone preconfezionato adatto a ogni palato. A conti fatti, Krausbauer ha intrapreso un percorso che forse non sovvertirà gli esiti etici-estetici di un (non-)genere; tuttavia sta definendo un suo stile personale, che sfrutta al massimo gli armonici naturali degli strumenti (qui la fisarmonica, ma il top lo raggiunge col violino) e l’amplificazione, ponendosi al confine fra estasi e ipnosi.

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