Recensioni

Molto di più. Molto più successo, molti più soldi, molta più notorietà. La carriera di John Garcia, seppur incredibile, non è stata – commercialmente parlando – all’altezza delle aspettative. Di dollaroni ne ha fatti decisamente di più il collega/rivale Josh Homme dei Queens Of The Stone Age, sdoganando certe sonorità nel mainstream. Nel suo “piccolo”, tuttavia, Garcia ha intrapreso un percorso artistico che nella coerenza ha trovato il proprio punto di forza. La voce meno addomesticata del deserto, dopo il black out con i Kyuss, ha realizzato album di pregevole fattura con Unida, Hermano, Slo Burn e prodotti nel complesso piacevoli, come Peace dei Vista Chino (ovvero dopo una disputa legale, gli ex Kyuss Lives!), senza contare ospitate estemporanee in altri progetti.
Questa volta però Garcia ha deciso di fare tutto da solo, come dichiarato con fierezza nel primo (ottimo) singolo intitolato My Mind, canzone in cui il Nostro ruggisce al microfono “I’m all alone, I’m all alone, I’ll be alone”. Un termine che ritorna subito nella successiva Rolling Stoned (cover dei canadesi Black Mastiff), aperta da un riff poderoso. In queste undici canzoni è condensata una buona dose di paranoie, ma anche di aspettative, certezze, convinzioni e speranze, sensazioni, raccolte da anni e riportate a galla dopo una lunga cernita tra gli appunti, i testi e le musiche messe nel cassetto dall’ex Kyuss in oltre vent’anni. Un periodo in cui, come dicevamo poc’anzi, è successo di tutto. La sintesi di questo processo è un disco granitico, incorniciato dal meraviglioso feat di Robbie Krieger dei Doors – sue le chitarre acustiche nella sognante Her Bullet Energy, placevole resa che placa la rabbia di cui è intriso questo Lp. Una firma d’autore, quella di Krieger, con cui Garcia si congeda nel migliore dei modi. La canzone rappresenta un’eccezione rispetto al tenore complessivo di un lavoro maggiormente incline all’energia di Saddleback e alla consapevolezza hard rock di Flower.
Altri ospiti del disco sono Nick Olivieri e Danko Jones (sua 5000 Miles, insolita dichiarazione di affetto per la famiglia causata dal senso di nostalgia dei tour). Di grande appeal il chours di His Bullet Energy, una scorciatoia che conduce a una piccola oasi melodica dopo aver percorso un sentiero intricato e tortuoso tra riff serrati. Garcia si toglie altra polvere di dosso in All These Walls – ennesima ottima prova – rivendicando, con forza, il proprio ruolo nel panorama stoner rock americano.
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