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Weird Sister è l’album di debutto dei Joanna Gruesome, quintetto di Cardiff alle prese con un intruglio di generi – di definitiva impronta DIY – che prende come riferimento attitudine punk, distorsioni altezza indie di fine anni ’80, dolci rumori noise e garage, alienazioni tra dreamy e shoegaze, tutto filtrato da una sorta di esuberanza post-adolescenziale. L’E.P. d’esordio del gruppo già evidenziava un grosso interesse verso un lo-fi caratterizzato da certo garage sporco e addolcito dalla soffice voce di Alanna McArdle.

Weird Sister, pur contando metà brani provenienti da E.P. e dal singolo Do You Really Wanna Know Why Yr Still In Love With Me?, incrementa il livello qualitativo, sia in fase di scrittura che di registrazione: i suoni si fanno più accesi (Graveyard), la velocità aumenta (Lemonade Grrrl, la folle corsa da pogo sul finale di Sugarcrush), pur mantenendo la dolcezza vocale in chiave pop (Satan) e le cacofonie fuzzy delle chitarre (Madison). I Joanna Gruesome ereditano parecchio da quella scena alternativa compresa tra gli ’80 e i ’90, ad esempio da band come i The Shop Assistants, seguendo una formula caratterizzata da batterie ripetitive, distorsioni e docili voci femminili (Anti Parent Cowboy Killers). Riferimenti più o meno palesi si possono trovare anche in gruppi come The Pains Of Being Pure At Heart (Sugarcrush, Do You Really Wanna Know Why Yr Still In Love With Me?), in certe lo-fi ballad a là Veronica Falls (Candy) ed in generale in quell’atteggiamento sfrontato sintetizzato da band quali Vivian Girls o Dum Dum Girls

Weird Sister è un bel passo in avanti, un disco pulito e ben fatto che, pur soffrendo del limite di non aggiungere nulla al già detto, non presenta particolari lacune.

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