Recensioni

Vive di opposti, Jim O’Rourke? In qualche modo, se una persona fa di tutto, tocca anche gli estremi, che rimangono sempre più impressi nelle menti più che gli altri punti del continuum. Jim ci ha abituato a un ritmo di lavoro e a una frequenza di pubblicazione molto alta, prima, a lunghe pause, nel mentre, e oggi a un ritorno sui giradischi degli appassionati del noise, dell’elettroacustica, della musica sperimentale in uscita dai Novanta. Old News # 5 è il primo capitolo, sebbene sembri il quinto, di una serie di uscite per l’austriaca Mégo, posizionato sull’altra faccia della luna rispetto a The Visitor, piuttosto volto a seguire un andirivieni nel passato e nel presente degli esperimenti sui nastri di O’Rourke.
Quattro brani che viaggiano dalle recentissime produzioni fatte dalla nuova base di Tokyo del compositore fino a risalire ai primi anni Novanta. E la regola sembra essere l’attrazione e la valorizzazione reciproca dei contrasti. Zero compromessi in Detain the Man to Whom, del 1992, noise elettroacustico massimalista e diretto. Ma, prima ancora, Jim ci rapisce con un tocco di nastri che accenna vie di fuga tonali quasi da primi minimalisti (Pedal & Pedal), maturità da manuale e piacere puro per chi ama il genere.
Mother and Who, la fibrillante traccia che chiude il disco, e copre l’intero lato D, inizia invece con un delirio alla Alvin Curran, con sottofondo di timbri acutissimi che perforano le orecchie di coloro che sono ancora in grado di udirli. Eppure ciò che ci aspetta è una suite di switch on / switch off tra una nota e il tema che si origina da essa. Perfetto correlativo oggettivo, in definitiva, della musica di O’Rourke, maestro di tecnica elettroacustica e padrone degli sbalzi. Cogliamo l’esca e attendiamo con buone aspettative le prossime puntate della serie.
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