Recensioni

7.3

È senz’altro buona cosa ricevere segnali di vita da Jim Noir, moniker dietro cui si cela da un buon ventennio il cantautore e polistrumentista mancuniano Alan Peter Roberts; non se ne avevano notizie discografiche dai tempi di AM Jazz (2019), ultimo LP di una serie apertasi a metà Duemila con due album divenuti di culto, Tower Of Love del 2005 e l’omonimo di tre anni dopo, grazie anche a una certa visibilità acquisita negli States con l’utilizzo di alcuni brani in serie tv di successo.

Tra elettronica vintage, folk mutante e pop psichedelico ad alto tasso di creatività (per intenderci, un crocevia ideale tra Super Furry Animals, Badly Drawn Boy e Air), la sua proposta è il classico segreto ben custodito che avrebbe meritato – e meriterebbe ancora – maggiore attenzione; quale miglior occasione dunque di questo Programmes For Cools, album che riformula in un discorso organico e unitario 14 tracce estratte da diversi EP pubblicati negli ultimi sei anni su Patreon (in una modalità già sperimentata nel 2012 con il progetto Jimmy’s Show)?

No, non potrebbe davvero esserci miglior occasione perché, con il suo suono fondato su synth analogici anni ’70 (più il romanticismo sinfonico del Mort Garson di Plantasia che le algide alchimie dei Kraftwerk, diremmo), trame elettroacustiche e un approccio compositivo eclettico debitore tanto della videogame music quanto del miglior pop, il disco si svela di brano in brano come un autentico gioiellino, sospeso tra puro songwriting e costruzione di atmosfere, in una ideale soundtrack (post)post-futurista in odore di primi 00s (sì, con i dovuti distinguo ci vengono in mente i Grandaddy di Sophtware Slump).

Se la nota stampa chiama – giustamente – in causa la Warp più classica di Aphex Twin e Boards Of Canada, il sentimento resta legato all’arte della canzone, come dimostrato dai singoli The Fountain (Elliott Smith che gioca col clavinet di Stevie Wonder) e Out Of Sight (Gruff Rhys in un feat coi New Order mentre sul piatto gira Tango In The Night dei Fleetwood Mac); ma anche le trovate di arrangiamento di Harum Scarum, le chitarre alla Abbey Road di Morning Light e le costruzioni alla Eno della stupenda Motorbike sono highlight assoluti, mentre episodi più avventurosi come Longsword, These Are Things e One More Hand tengono il livello sempre alto.

Stampato solo in vinile a tiratura limitatissima, Programmes For Cools viene annunciato dal suo autore, tra il serio e il faceto, come l’ultimo dei suoi album (a nome Jim Noir o in assoluto, non è dato saperlo). Se anche così fosse, saluterebbe il pubblico con quello che potrebbe essere il suo disco migliore.

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