Recensioni

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Milano New Wave 1980-83. Quattro band dei primi anni Ottanta milanesi – Jeunesse D’Ivoire, La Maison, Other Side, State Of Art – che la solita Spittle Records decide di pubblicare, compilate da Fred Ventura (sì, quello della italo-disco), per dare loro un corpo stampato (su cd) che spesso non hanno mai avuto; un invito a nozze per ovvi giudizi circa la dervivatività dei detti gruppi nei confronti dei modelli stranieri allora in auge. Fatto che in realtà sussiste, specie nei confronti dei Contortions-pensiero (onnipresente ovunque si palesi un sax o una base funk) e della miriade di esempi goth-punk inglesi – a loro volta poco originali, nella maggior parte dei casi.

Eppure c’è qualcosa che al di là di questo impreziosisce questo cartonato – oltre alle apprezzate scelte grafiche. È un concetto che sembra scontato ma solo senza la profondità del tempo; si tratta della questione della selezione all’interno di un contesto; cioè dell’importanza di queste band come selettori e “importatori” in Italia delle proprie fonti che a loro volta saranno quelle dei successori. Sono decisioni come queste che diventarono “condizioni di possibilità” per il post punk italiano; e lo dimostrano, a creare peso specifico, le sovrapposizioni tra quest’album e le compile tratte da Rockerilla che poco tempo fa la stessa Spittle ha ristampato, nelle primissime file del suo catalogo della rinascita.

In fin dei conti questo è il mestiere della Spittle; la ricostruzione – sotto un qualche criterio di pertinenza, qui locale e geografico, per esempio – di un tentativo di costruire una scena. È una questione di taglio, più che di riscoperta. E non è operazione semplice.

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