Recensioni

6.5

Alle 4 del mattino le luci di un qualsiasi club sono spente. I bassi scuotono le gambe, si balla già da un paio d’ore e un po’ di stanchezza comincia a farsi sentire. È il momento per il dj di concedere ai clubber percorsi melodici e animosi che tocchino la loro mente prima del corpo. Nelle note di presentazione del suo ultimo Dj Kicks, Jessy Lanza definisce annebbiata la sensazione che si prova in quel momento in un party: «Deve sempre esserci una melodia, che sia vocale o ritmica, deve esserci qualcosa di orecchiabile, qualcosa di gioioso e, in definitiva, qualcosa che si connetterà con l’ascoltatore».

E la sua voce, pitchata e modulata come nell’ultimo album All The Time, campeggia in più di una traccia di un missato che nasce da una riflessione della songwriter e producer sul concetto di temporalità: «Lo vedo – spiega in press release – come una rampa per staccarci e dissociarci dalla realtà, da se stessi e anche dalle persone che ci circondano. È interessante osservare come questo si manifesti anche nelle relazioni moderne». In un certo senso, Jessy Lanza sembra voler fermare il tempo e fissarlo nel misto di frenesia e divagazioni di una nottata in un club, dove la nebbia pacifica dei pad dell’apertura Guess What, sostenuta da rullanti trap, avvolge e dona ristoro mentale ai dancers per poi lasciare spazio a Seven 55, inedito firmato dalla Nostra con Loraine James, vocal r&b e beat frammentati dall’aria pensosa e sensuale. Parte la cassa in 4/4 con Wet x3 feat Taraval, calvacata un po’ telefonata in cui Jessy Lanza riprende le strutture del suo precedente album. Poi l’artista canadese da il via alle bombette: si va dalla garage-house con voci angeliche di Twilite di Dj Spookie al banger di Masarima con Freak Like U, pezzo forte del missato, irresisitibile italo-house tutta archi, stab ribollenti e ammiccamenti disco. L’euforia si smorza, ed è un peccato, sui beat spezzati e le sensazioni introspettive di Teaspoon e Foaming, per poi riprendere vigore con il trenino tropical di Maleka e la house ipnotica, speziata di R&B, di Untitled B2, altro momento top del missato.

La voce di Jessy riporta la calma e le riflessioni sotto cassa con le tensioni trhiller e fumose di A Path of Weeds and Flowers, mentre poco dopo le corde vocali della canadese viaggiano sui pestoni garage di Na Na Na. È un saliscendi di beat, emozioni e sensazioni a cui non mancano sprazzi di techno berlinese, dritta e ipnotica, e una splendida chiusura come Raining Heart, ambient-techno con fiati new-age.

Quello di Jessy Lanza non è un Dj Kicks verso cui avanzare richieste di coerenza e organicità: è un continuo alternarsi, a volte un po’ forzato, a tratti sorprendente, di sensazioni e umori con una cura ottimale in fase di selezione.

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