Recensioni

Californiana della Sonoma County, poco a nord della Bay Area, Jesca Hoop raggiunge il traguardo del quinto disco solista. Niente le è stato mai regalato, in termini di gavetta ed esposizione, e tutto è frutto di una caparbietà e una dedizione ammirevoli. Ad aiutarla, recentemente è stata la collaborazione con Sam Beam aka Iron & Wine: insieme i due hanno dato alle stampe un disco meno di un anno fa, Love Letter for Fire, che questo Memories Are Now sembra voler capitalizzare per un’entrata definitiva nel giro che conta dell’indie-folk.
Le coordinate sono quelle di una musica un po’ arty, un po’ chamber-folk, con qualche spruzzo di Nineties (che tanto stanno tornando alla ribalta) e una serie di storie di cuori infranti, felicità negate e difficoltà da vita travagliata a completare il quadro. Il giochino funziona abbastanza bene, con ritornelli che rimangono presto appiccicati alla memoria (la title track, il singolo Lost sky), qualche scivolone negli arrangiamenti (la macchina da scrivere usata come strumento percussivo di Animal Kingdome Chaotic è un’idea che oramai sa di overused), momenti (il ritornello di Cut Connection) in cui sembra di essere in un disco del rock post-grunge (nel bene e nel male). Ma il vero limite della produzione musicale di Jesca Hoop sono i testi, parte integrante del personaggio/cantantessa che si è costruita, che anche nei momenti più ispirati sono monodimensionali e poco rifiniti. Qualche esempio: un «I was not there, I won’t be there / I’m only here / Memories are now» vagamente lapalissiano; un «And when we said the words ‘I love you’ / I said them ‘cause they are true / Why would you say those words to me / If you could not follow through? / Go wash your mouth out, child» che sa di cuore spezzato racchiuso in una serie di frasi fatte. Se per voi non è un problema, allora Memories are now vi regalerà qualche buon pezzo da inserire nelle playlist di quest’anno.
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