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A distanza di cinque anni dalla data di pubblicazione, la Neurot, etichetta dei Neurosis ripubblica  questo significativo ep della band americana (non si capisce chiaramente il perché: successo?).

Gli Isis non hanno bisogno di presentazioni: a capo dell’ala più avanguardista del metal estremo, hanno contribuito come pochi a liberare il genere sia dalla sua veste conformista, sia dalla vuotezza dell’imperante virtuosismo (pericoloso, come spesso accade, se è fine a se stesso) aprendo la strada a un approccio di ricerca, non a caso definito avant-metal.

Tempi dilatati, suoni al limite dell’ambient e sperimentazione a tutto campo, affiancati alla violenza più brutale del death metal: il risultato è un sound sofferente, malinconico e rabbioso, elaborato con grande mestiere.Punto di incontro tra gli esordi di Celestial e i fasti di Oceanic, Sgnl>05 si pone a metà strada nella carriera della band e lascia il segno, con Divine Mother a rappresentare il lato più cruento e Constructing Towers quello più sperimentale della musica degli americani, che costruiscono nel vero senso del termine edifici sonori marmorei, spaventosi, ma di una bellezza difficilmente discutibile.

Chicca di questo lungo ep (più di 35 minuti di durata) il remix di Celestial per mano di Justin K Broadrick (Napalm Death, Jesu, Godflesh) che conferma ancora una volta – seppure ce ne fosse bisogno – il legame, musicale e personale, tra le due band.

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