Recensioni

Vecchi amici, Sam Bean e Ben Bridwell, uno fautore del fenomeno Iron & Wine e l’altro leader dei Band Of Horses. Due realtà che stanno vivendo fasi diverse della rispettiva parabola artistica, la prima capace di mantenersi su un livello più che dignitoso variando il menù con due buoni album (Kiss Each Other Clean e Ghost On Ghost) dopo il capolavoro The Sheperd’s Dog (correva l’anno 2007), la seconda invece dimostrando un preoccupante avvitamento verso il basso, aggrappandosi ad un country rock senza più slanci (vedi l’ultimo, sconfortante Mirage Rock del 2012). Cosa aspettarsi quindi dalla collaborazione tra Sam e Ben, oltretutto incentrata sulla rilettura di una dozzina di brani altrui? Sulla carta, un rito che si consuma tra autocompiacimento e divertissement.
A leggerla, però, la carta già riserva qualche sorpresa, vista una scaletta che pesca dai Talking Heads (This Must Be the Place) a Pete Seeger, passando da John Cale (la bellissima You Know Me More Than I Know), El Perro Del Mar e Bonnie Raitt. Una selezione che sembra andare al centro di una predilezione sincera ma non snobistica, che riconduce tutto al respiro di una Americana screziata di soul, ma che non scorda di sintonizzare il cuore delle canzoni, forse perché davvero amate e vissute. Insomma, se il concetto di sincerità ha ancora un senso, in questo esercizietto di devozione il senso c’è: lo avverti denso e caldo traccia dopo traccia, nei languori The Band marezzati Counting Crows di Done This One Before (firmato Ronnie Lane) o nel pop jazz che baratta i neon con la luce tiepida del patio di Bulletproof Soul (di Sade).
Se non stupisce troppo la presenza di The Straight And Narrow, che degli Spiritualized è forse una delle ballad più placide, spezzo volentieri la mia lancia per una Am I A Good Man? che traduce il deep soul dei Them Two in polvere bluesy ad alta intensità. Un disco di gradevolissimo intrattenimento che lascia tutto com’è, a parte carezzarti l’anima per il verso giusto.
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