Recensioni
Iosonouncane
Qui noi cadiamo verso il fondo gelido (Concerti 2021 - 2022)
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Fabrizio Zampighi
- 9 Dicembre 2023

Che la tappa del disco dal vivo rappresenti nella stragrande maggioranza dei casi una sorta di autocelebrazione per il musicista che decide di affrontarla, è un fatto assodato. Nel caso di Iosonouncane, però, Qui noi cadiamo verso il fondo gelido – Concerti 2021-22 sembra più una sorta di diario “aumentato” tendente all’autoanalisi, se ci passate il paragone azzardato, nonostante (o forse proprio per questo) un formato monstre da due CD o tre vinili che presuppone un tempo di fruizione da concept anni ’70.
Una testimonianza quanto più fedele possibile di come un album come IRA (e marginalmente DIE) possa suonare dal vivo, ma anche di come la musica di Incani sia fondamentalmente una materia viva, adattabile ai musicisti che la maneggiano e agli arrangiamenti differenti con cui viene proposta. Il risultato dunque non è solo una cronaca del presente, bensì una possibilità di sviluppo verso un futuro tutto da scrivere, come dimostrano anche i vari brani inediti – tutt’altro che facezie da completisti ci verrebbe da dire, invece episodi di notevole spessore – sparsi per la scaletta.
Sono tre i periodi da cui provengono le incisioni: il primo è il tour di Iosonouncane risalente all’estate del 2021, in cui a dar man forte c’erano Bruno Germano (synth, sequencer, campionatori, organo) e Amedeo Perri (synth); il secondo è il tour affrontato dal Nostro nell’estate del 2022 con una band formata da Amedeo Perri (synth), Francesco Bolognini (synth, sequencer, elettronica, voce), Simona Norato (pianoforte, organo, mellotron, voce), Serena Locci (synth, voce), Simone Cavina (batteria, elettronica, voce), Mariagiulia Degli Amori (percussioni, voce); il terzo è il tour europeo del 2022, portato in giro da una formazione piuttosto ridotta composta da Iosonouncane (synth, campionatori, drum machine, voce), Amedeo Perri (synth, campionatore, drum-machine) e Simone Cavina (batteria, percussioni, elettronica).
Abbiamo citato non a caso tutta la strumentazione utilizzata, perché la stessa diventa una discriminante per ciò che si ascolta e per il mood che si respira nei vari momenti del disco. Ad esempio, la terna risalente al 2021 e formata dai due inediti Bestas e Simún, e dalla Buio proveniente da DIE, è un brodo primordiale elettronico, vischioso e oscuro (a tratti quasi pinkfloydiano), almeno quanto la Ojos proveniente dalle stesse date live e posta in apertura del secondo CD o la Cabot che chiude il primo. Al contrario, il materiale registrato durante il tour dell’estate del 2022 è inevitabilmente quello più ricco e stratificato dal punto di vista musicale, ma anche il più “fisico” in termini sonori, come è evidente dalle Inam e Ashes che aprono il primo disco, ma anche dagli sviluppi di una Prison lenta e monumentale o magari da una Hajar ipnotica e cyber-tribale. Ben 8 brani su 18 arrivano poi dal tour europeo dell’autunno del 2022, e sono quasi tutti inediti. Segno che la trasferta estera è stata per Iosonouncane anche un’occasione per testare materiale meno legato alla discografia ufficiale e più interessato ad esplorare: spesso, una sorta di ambient espansa (Polvere), scenografica e imponente (Ararat).
Detto questo, entrare in Qui noi cadiamo verso il fondo gelido – Concerti 2021-22 è facile, uscirne è la cosa più difficile del mondo, soprattutto se optate per l’ascolto in cuffia con un impianto audio decente. Merito di chi ha lavorato a un doppio album che pur raccogliendo musica proveniente da momenti differenti, si presenta come un unicum da ascoltare dall’inizio alla fine, ma anche di una musica che a distanza di due anni dall’ultima pubblicazione da studio conferma un carattere fortemente identificativo, comunque la si voglia vedere.
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