Recensioni

7

Titolo speranzoso e insieme illusorio, per l’ennesimo segreto ben custodito d’Italia. Gli Inutili – nome che sembra mutuato da qualche gruppo beat anni ’60 (ma non lo è) – sono una formazione di Teramo “scoperta” da una lungimirante Aagoo, label che sta sempre più allungando lo sguardo sull’underground del Belpaese, dato che a scorrere le ultime pubblicazioni della label americana troviamo anche i Father Murphy e l’accoppiata Deison & Mingle. Buon segno in generale ma anche in particolare, dato che questo 12” – in apparenza un mini-album consistente in due sole, ma lunghissime, tracce – si pone sullo stesso piano di molte “hard-psych” band di prim’ordine, in virtù di un suono magmatico e in certi momenti tellurico, dilatato e drogatissimo, seventies nelle fondamenta ma contemporaneo per applicazione e riuscita.

Fry Your Brain, come da titolo, è un invito al friggersi il cervello per quasi venti minuti a base di giri di basso che dire ipnotici è poco e su cui si stratifica una architettura di suoni in libertà tra slanci cosmici, psych che si slabbra in deliqui free e tribalismo invasato e incessante. Risponde sul lato opposto la gemella diversa Drunk Of Colostro, piegando le stesse dinamiche verso lidi funk-70s guidati da basso rotondo e wah wah perenne, in un’orgia che sale e scende, accelera e rallenta, si fa sensuale e poi ruvida. Inutili? Magari tutti i dischi lo fossero in questo modo.

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