Recensioni

7

Esordio in forma di enigma per questo duo bicolore. Che duo non è, tanto per iniziare, bensì formazione allargata.

Intorno
al cuore pulsante formato da Lorenzo Commisso (già con Ok/No, Papiers
Collés e Ricciobianco) e Roberto D’Agostin (anch’egli Ricciobianco,
nonché appassionato di cruciverba e di fonetica) si aggirano mille
personaggi interessanti: in primis Mario Ruggiero, videomaker con la
fissa di chitarra e laptop e vero e proprio terzo membro del
collettivo; poi Matteo Danese, dietro le pelli delle esibizioni live,
Uanza, al supporto synthetico, HC Rebel ai piatti. Per non parlare di
amici nei giri che contano e aspettative più che ripagate.

Immaginate Questa è una parentesi come
colonna sonora non immaginaria, bensì immaginata, giocata sul filo
dell’ironia e della commistione, dal taglio fortemente folktronico e
glitch, infarcita di contorsioni ritmiche, slogature electro,
spigolosità e curve a gomito tra riferimenti colti e pop music. Un
distillato molto ben riuscito di post-glitch-rock e basse battute,
lounge scaltra ed evocativa innaffiata di rumorini e distorsioni,
increspature e sfrigolii che non ne limitano le potenzialità ma le
aumentano. Lavoro di fino, cesello e cervello, guazzabugli di note e
samples, ipotetiche direzioni improvvisamente abortite, Bexar Bexar e Matmos,
ma anche un Morricone asciutto e minimal per il 2.0 e una insana
passione per l’enigmistica e il calembour, nonostante i pezzi siano
grossomodo strumentali.

Divertitevi a cercare le risposte
ai titoli dei pezzi, oltre che a rintracciare tutti i frammenti,
sample, riferimenti di questo album densissimo.

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